Critiche

La mia opinione sul computer? – scriveva Tinguely una decina di anni fa – E’ il filosofo della macchina o la filosofia della macchina.

Ne ho seguito il perfezionamento in questi anni, penso che il modo com’è impostato contiene tutte le premesse necessarie per un "neo-rinascimento". Ma io non ci lavoro. "Ci ha lavorato Saverio Ungheri, da maestro di tecnica, oltre che di "op-art".

La mostra che si apre al "Polmone Pulsante" è un’ulteriore battuta nel tentativo, perseguito da decenni, di sviluppare l’esperienza dei "kinetic sculptores" attraverso allusioni, richiami, costruzioni mitografiche, che sono segnali più complessi e interpretabili nella loro forma di espansione del simbolo.

Così il computer di Ungheri contiene tutti i caratteri del mutamento psicologico di questa macchina pensante che, ormai istituzionalizzata ed al limite della massima evoluzione, si avvia perciò stesso all’usura.

Nel computer di Ungheri persistono gli antichi elementi: luce, suono, movimento. Ma sono impacchettati in una grande scatola ch’è l’impaccaggio ideale dei prodotti di grande consumo.

Una riduzione insomma, che blocca a un senso di archeologia sia l’egocentrismo ironico di Tinguely che la concezione sociale dell’arte di Schoffer.

Le stesse variazioni si avvertono nell’impressionante scultura "Il combattente", che introduce alla mostra. Anch’esso scatola, dotata di forme anatomiche comprensibili, ma il cui assemblaggio, più che creare illusioni, carica l’oggetto di feticismo e d’idolatria, con l’implicito disconoscimento delle rivalità e delle lotte che contaminano i rapporti di società.

C’è infine l’uovo, mobile o pendulo, anch’esso impacchettato in quattro campi e sottoposto a differenti tipi d’illuminazione e di movimento. Anche in queste opere l’ambiguità del linguaggio e il loro ermetismo scaturiscono dalla misteriosa tendenza al simbolo dello scultore. E, in ogni caso, tendono a "una nuova arte cinetica" che, nel significato, non ha nulla a che vedere con quella del passato.

ENZO NASSO

 

 

…Saverio Ungheri tra cent’anni non chiuderà gli occhi, ma li aprirà ancora di più. Dio non è per lui il triangolo della Trinità cristiana o il doppio triangolo di Mosè. E’ un cilindro. Senza fondo……

Presentazione mostra "Flegias" 1976" GIUSEPPE SELVAGGI


 

 

…interessante la manipolazione pittorica, nella quale si producono stacchi finissimi sottili di segni graffiti mediante i quali l’immagine viene ad essere quasi fantomaticamente determinata, come nella fatica di una lunga memoria, avvalorata dalle spartizioni sulle superfici che accentuano visivamente il distacco. Un complesso sustrato letterario-psicologico-parascientifico è nelle opere di Ungheri.

"Il Popolo" 20 Aprile 1977 (Dipinti pre-manieristi anni 75) SANDRA ORIENTI

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